Alla base degli interventi educativi con minori e famiglie vi è il principio, consolidato negli ultimi decenni nelle teorie dello sviluppo, di bisogni evolutivi dei bambini e di educazione come l’insieme delle risposte di cura che gli adulti corresponsabili dei bambini forniscono per accompagnarli alla crescita.
Obiettivi generali:
– interventi per creare o ricreare un equilibrio nelle reazioni familiari;
– promuovere una sana crescita del minore all’interno della propria famiglia;
– rendere autonoma la famiglia nelle funzioni educative e sociali;
– evitare spostamenti del minore in strutture protette o estranee alla famiglia;
– favorire l’integrazione del minore nella propria Comunità locale;
– offrire un sostegno scolastico;
– attuare interventi per migliorare le competenze socio – relazionali riguardanti la famiglia;
– potenziare la sfera dell’autonomia personale del minore.
Alcuni progetti vengono attivati per prevenire l’istituzionalizzazione dei minori, o per reinserirli nel tessuto famigliare e sociale in seguito alla permanenza in struttura, attraverso la presenza di un educatore all’interno del nucleo famigliare, a sostegno delle funzioni genitoriali, oppure individualmente a sostegno del minore.
In questa tipologia di intervento rientrano anche gli “incontri protetti” tra minore/i e genitore/i su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, un intervento educativo dedicato all’osservazione, al monitoraggio e alla protezione di incontri tra figli-genitori che provengono da relazioni difficili in contesti di elevata conflittualità. Lo scopo degli incontri protetti è la salvaguardia del diritto di visita e di relazione tra figli e genitori quale diritto sostenuto dall’art. 9 della O.N.U. “Convenzione sui diritti dell’infanzia” (1989,NewYork).


